Mercoledì scorso abbiamo formalmente depositato una proposta di Ordine del Giorno per il prossimo Consiglio comunale con cui si chiede la convocazione di un referendum popolare che consenta ai cittadini di Gualdo di pronunciarsi in merito alla realizzazione dell’ennesimo centro commerciale nell’area dell’Ex consorzio. La questione ha un rilievo pubblico inoppugnabile perché il progetto è essenziale al recupero di un’area storicamente degradata della nostra Città e la sua realizzazione è fondamentale per lo sviluppo economico e sociale del territorio.
La nostra opposizione al piano di iniziativa pubblico/privata decisa dalla Giunta Morroni e condivisa da quello che si conferma essere un partito unico della rendita non si esaurisce certo in questa giusta e sacrosanta rivendicazione di partecipazione e di democrazia. Da sabato prossimo partirà in tutta la Città una raccolta di firme per una petizione popolare che chiamiamo a sottoscrivere tutti quei cittadini di Gualdo contrari al progetto di realizzazione del nuovo centro commerciale, in ragione di una indisponibilità di fondo: quella di veder utilizzato un bene comune, gli oltre 3.500 mq di terreno di “loro” proprietà, per garantire la realizzazione di un centro commerciale, nell’esclusivo interesse di pochi beneficiari, a danno dell’economia del territorio e senza alcun ritorno nell’interesse pubblico della collettività.
Riteniamo doveroso che su questa vicenda sia garantito il massimo della partecipazione e della piena trasparenza, per rivedere un progetto che, qualora si dovesse realizzare, darà il colpo di grazia al Centro storico della nostra Città e a tutte quelle attività che ancora si ostinano a svolgere la funzione anche sociale e di servizio tipica del piccolo commercio nei quartieri e nelle frazioni cittadine, per di più a causa del diretto coinvolgimento del Comune. E’ per questo che ci proponiamo di dar voce alle opinioni dei cittadini in maniera tale da rimettere radicalmente in discussione il piano di iniziativa pubblico/privata voluto dalla Giunta, così da riaprire un confronto sulle ipotesi alternative di destinazione e di utilizzo dell’area, almeno per quel che riguarda la parte pubblica e in ogni caso per le prerogative di programmazione urbanistica e di governo del territorio cui un Comune seriamente preoccupato del rilancio economico e sociale e della sostenibilità dello sviluppo non deve mai rinunciare per agire in garanzia dell’interesse generale e farsi custode del bene comune.
Questa è partecipazione. Non la parvenza frettolosamente messa in scena dal Sindaco per venerdì prossimo quando saranno illustrate le presunte magnifiche sorti e progressive del progetto. Non funziona che prima si decide e poi si fa la propaganda. Se in questa vicenda tutti sono convinti di aver operato “con responsabilità e cultura di governo”, “nell’interesse generale della Città”, “per il lavoro, la crescita e lo sviluppo” o che grazie ad un altro centro commerciale Gualdo si renderebbe “pronta per il futuro”, non abbiano nulla da temere da un di più di confronto e di democrazia: consentano la convocazione del referendum e diano l’ultima parola ai gualdesi.
La sinistra per Gualdo lo propone perché i cittadini possano riappropriarsi del loro presente e di un futuro diverso rispetto ad un modello di sviluppo che ci ha irrimediabilmente condotto alla crisi economica e sociale. La raccolta di firme per ottenere il referendum sarà supportata da una campagna capillare di informazione su tutti i dettagli del progetto.
La nostra opposizione al piano di iniziativa pubblico/privata decisa dalla Giunta Morroni e condivisa da quello che si conferma essere un partito unico della rendita non si esaurisce certo in questa giusta e sacrosanta rivendicazione di partecipazione e di democrazia. Da sabato prossimo partirà in tutta la Città una raccolta di firme per una petizione popolare che chiamiamo a sottoscrivere tutti quei cittadini di Gualdo contrari al progetto di realizzazione del nuovo centro commerciale, in ragione di una indisponibilità di fondo: quella di veder utilizzato un bene comune, gli oltre 3.500 mq di terreno di “loro” proprietà, per garantire la realizzazione di un centro commerciale, nell’esclusivo interesse di pochi beneficiari, a danno dell’economia del territorio e senza alcun ritorno nell’interesse pubblico della collettività.
Riteniamo doveroso che su questa vicenda sia garantito il massimo della partecipazione e della piena trasparenza, per rivedere un progetto che, qualora si dovesse realizzare, darà il colpo di grazia al Centro storico della nostra Città e a tutte quelle attività che ancora si ostinano a svolgere la funzione anche sociale e di servizio tipica del piccolo commercio nei quartieri e nelle frazioni cittadine, per di più a causa del diretto coinvolgimento del Comune. E’ per questo che ci proponiamo di dar voce alle opinioni dei cittadini in maniera tale da rimettere radicalmente in discussione il piano di iniziativa pubblico/privata voluto dalla Giunta, così da riaprire un confronto sulle ipotesi alternative di destinazione e di utilizzo dell’area, almeno per quel che riguarda la parte pubblica e in ogni caso per le prerogative di programmazione urbanistica e di governo del territorio cui un Comune seriamente preoccupato del rilancio economico e sociale e della sostenibilità dello sviluppo non deve mai rinunciare per agire in garanzia dell’interesse generale e farsi custode del bene comune.
Questa è partecipazione. Non la parvenza frettolosamente messa in scena dal Sindaco per venerdì prossimo quando saranno illustrate le presunte magnifiche sorti e progressive del progetto. Non funziona che prima si decide e poi si fa la propaganda. Se in questa vicenda tutti sono convinti di aver operato “con responsabilità e cultura di governo”, “nell’interesse generale della Città”, “per il lavoro, la crescita e lo sviluppo” o che grazie ad un altro centro commerciale Gualdo si renderebbe “pronta per il futuro”, non abbiano nulla da temere da un di più di confronto e di democrazia: consentano la convocazione del referendum e diano l’ultima parola ai gualdesi.
La sinistra per Gualdo lo propone perché i cittadini possano riappropriarsi del loro presente e di un futuro diverso rispetto ad un modello di sviluppo che ci ha irrimediabilmente condotto alla crisi economica e sociale. La raccolta di firme per ottenere il referendum sarà supportata da una campagna capillare di informazione su tutti i dettagli del progetto.












